Il voto del Senato sulla modifica dello statuto del Friuli-Venezia Giulia, rappresenta un punto di svolta attesissimo e concreto dopo anni di incertezza: attraverso di esso, le Province tornano a essere un punto fermo dell’organizzazione istituzionale regionale. È una scelta che inizia a sanare i limiti della riforma del 2014, che è rimasta incompleta e in questo modo ha indebolito un livello di governo fondamentale per i territori.
Questa decisione può e deve diventare l’occasione per riaprire un confronto serio a livello nazionale sul ruolo delle Province. Come Provincia di Padova, ne avevamo rilanciato la necessità già nel dicembre 2024 con un convegno molto partecipato, dal quale è emersa la necessità di definire con chiarezza competenze, risorse e modelli di governo, superando le ambiguità che da troppo tempo penalizzano cittadini, imprese e amministrazioni locali.
Di riforma delle Province ha parlato anche il presidente Sergio Mattarella al convegno nazionale UPI, sottolineando che una riforma delle Province sia indispensabile per dare piena attuazione alla Costituzione e rendere più efficace l’azione pubblica. Rafforzare le Province significa migliorare i servizi, semplificare la burocrazia e sostenere lo sviluppo dei territori.
Serve una riforma che riconosca e rafforzi il ruolo che le Province hanno già assunto negli anni: realizzare investimenti strategici, assicurare servizi fondamentali e sostenere i Comuni.
L’auspicio è che questo voto del Parlamento riapra con determinazione, il confronto sulla necessità di rivedere il ruolo delle Province, chiarendo quali siano le loro funzioni, quali risorse servano per svolgerle e come debba essere organizzato il sistema di governo.
Tutto ciò, per dare risposte concrete a tutti i cittadini e proiettare verso il futuro una Pubblica Amministrazione moderna, efficace e al passo con i tempi e le necessità dei territori.
Sergio Giordani, presidente della Provincia di Padova (nella foto)