La Cappella degli Scrovegni si ferma a Padova, dove resterà almeno per nove anni; un “prestito” gratuito da parte della Provincia di Padova al Comune, con finalità culturali e didattiche. Si tratta del modello realizzato in legno in scala 1:4 che riproduce esattamente la celeberrima Cappella dipinta da Giotto fra il 1303 e il 1305, e che qualche mese fa è stato formalmente consegnato al Comune di Padova - Settore Cultura e Turismo - da parte della Provincia di Padova. Il manufatto è attualmente smontato e collocato all’interno di cinque grandi casse di legno.
La consegna è avvenuta a seguito di un allestimento temporaneo del modello all’interno della Fiera di Padova, reso possibile grazie alla disponibilità di una porzione del padiglione, al termine di un lungo peregrinare nei diversi Paesi del Mondo. Una volta montato, il modello è stato sottoposto alla valutazione del personale scientifico del Settore Cultura e Turismo, e di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, che ne ha riconosciuto il valore culturale e didattico, manifestando l’interesse a utilizzarlo come strumento di divulgazione e promozione.
Il modello ligneo della Cappella degli Scrovegni nasce da un’idea maturata nel 1987, in occasione delle celebrazioni per il 650° anniversario della morte del pittore Giotto di Bondone, con l’obiettivo di realizzare uno strumento capace di promuovere Comune di Padova e il Veneto in Italia e all’estero. In quel periodo, infatti, la Provincia di Padova aveva competenze in materia di Turismo (deleghe poi rimaste in capo a Regione e Comune per effetto della riforma sull’ordinamento degli enti locali italiani tra cui le Province, cd legge Delrio, ndt).
Realizzato nei primi anni Novanta, il manufatto riproduce fedelmente il ciclo completo dei celebri affreschi di Giotto, compresa la famosissima volta, attraverso pannelli fotografici collocati all’interno di una struttura visitabile.
Il modello ha infatti dimensioni adatte: circa 6 metri di lunghezza per 2,7 metri di larghezza e 3,75 metri di altezza; è dotato di una struttura portante metallica, pedane lignee e rivestimento esterno in pannelli di legno.
Nel corso degli anni il modello è stato utilizzato per lo più con scopi culturali, turistici e promozionali, infatti è stato allestito in numerose località in Italia e all’estero, riscuotendo sempre ampio interesse, tanto che per un periodo sono stati due i modelli in viaggio. Fra il 1993 e il 2001 è stato ospitato in numerose città di Spagna, Germania e Italia; nel 2003 la riproduzione della Cappella degli Scrovegni è stata allestita a Santiago del Cile e a Cordoba in Argentina; nel 2004 a Mosca e a San Pietroburgo; nel 2005 a Montreal in Canada; nel 2006 a Buenos Aires in Argentina e a Montevideo in Uruguay; nel 2008 a Cuba e a Encarnatión in Paraguay; nel 2009 ad Asunción in Paraguay e a Rio de Janeiro in Brasile.
Al termine di questo lungo peregrinare portando l’arte padovana nel mondo, considerato che il Comune di Padova ha espresso la volontà di conservarlo e valorizzarlo per finalità didattiche, culturali e promozionali, la Provincia di Padova ha deliberato di procedere alla sua assegnazione in comodato d’uso gratuito per nove anni, fino al 2034 (con possibilità di proroga). Il prestito non comporta oneri economici, trattandosi di un comodato gratuito.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del territorio padovano e della Cappella degli Scrovegni, capolavoro assoluto dell’arte occidentale intitolato a Santa Maria della Carità e testimonianza della rivoluzione artistica introdotta da Giotto, riconosciuta a livello internazionale.
Il ciclo affrescato della Cappella degli Scrovegni è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2021 all'interno del sito seriale "I cicli affrescati del XIV secolo di Padova".
«Il modello ligneo della Cappella degli Scrovegni rappresenterà, per il Comune di Padova, un importante strumento di conoscenza, divulgazione e promozione culturale rivolto a cittadini, studenti e visitatori», commenta Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova con delega al Patrimonio (nella foto), che ha aggiunto: «Come Provincia, abbiamo ritenuto un peccato tenere fermo il modellino in scala: negli ultimi anni, infatti, non aveva viaggiato sia per i costi notevoli che ciò comporta, sia perché le nuove possibilità offerte dalla tecnologia (come ad esempio i visori 3D) si rivelano più semplici da gestire e più efficaci, in particolare verso le generazioni più giovani. Negli anni ’90-’10 è stato uno strumento di promozione e di cultura utilissimo e molto apprezzato, e probabilmente anche grazie a questo modellino, è stato possibile intercettare una certa quota di turismo straniero; tuttavia oggi appare come un mezzo ormai superato.
Aver trovato nel Comune di Padova un collaboratore, ha permesso di far tornare in circolo una risorsa culturale che, che con il giusto progetto, può avere ancora molto da offrire.
Questo prestito si configura dunque come un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale a favore della valorizzazione del patrimonio locale e della promozione culturale integrata».