Si chiama “Provincia non periferia. Innovare le diversità italiane” ed è il nuovo libro di Paolo Manfredi. La provincia italiana è in crisi. Il problema tocca tutto il Paese e richiede di immaginare e praticare rapidamente una soluzione per invertire il declino. 
Il libro è stato presentato nella Sala Consiliare di Palazzo Santo Stefano  dal presidente Fabio Bui, dal consigliere delegato della Provincia di Padova Fabio Miotti, dall’autore Paolo Manfredi autore del libro, da Matteo Maniero imprenditore dell’azienda Bemmex e da Luca De Pietro, Direzione ICT della Regione del Veneto.
“Oggi più che mai c’è bisogno di infrastrutture – ha spiegato il presidente Bui – non c’è futuro se non investiamo in strade, collegamenti e nelle nuove tecnologie digitali. Questo libro rappresenta uno spunto interessante per capire che il territorio ha tutte le potenzialità, le persone e le idee: servono le strutture e serve un coordinamento di area vasta che la Provincia ha in questi anni assicurato”. 
“Il libro appena pubblicato – ha detto Fabio Miotti – lancia un monito importante e racconta come la provincia del Paese possa costituire la vera risorsa per riprendere lo sviluppo. Dalle pagine emergono dei punti di forza e delle peculiarità uniche al mondo, che fanno grande il nostro Paese, ma che ci rendono anche consapevoli delle grandi difficoltà che dobbiamo affrontare. Nel nostro piccolo, come Amministrazione Provinciale stiamo cercando di fare investimenti nel territorio, è un impegno imprescindibile ad iniziare dall’aspetto tecnologico che è il settore strategico e trasversale per ogni sviluppo. La sfida è di riuscire a coniugare le ”. 
Paolo Manfredi, storico di formazione, è responsabile delle strategie digitali di Confartigianato Imprese. Si è occupato di innovazione e digitale e del loro impatto sui sistemi territoriali e sulle piccole imprese come consulente strategico. 
La pubblicazione approfondisce il tema della cultura del produrre, declinata in innumerevoli modalità. Cultura vissuta e non teorica. Cultura d’impresa diffusa sul territorio, ad iniziare dai rapporti fra centro e periferia, soprattutto per trovare nuovi motivi per il rilancio di un modello che comunque ha dato spirito e gambe alla capacità manifatturiera e imprenditoriale nazionale. 
Leggere “Provincia non periferia. Innovare le diversità italiane” serve allora per capire meglio la situazione delle tante aree d’Italia che oggi sono in crisi ma che possono riprendere un virtuoso cammino di modernizzazione trascinando di conseguenza tutto il Paese. 
Il libro quindi individua tre elementi: la modernizzazione digitale della manifattura come chiave di ingresso per la modernizzazione della provincia, l’attivazione di congiunzioni forti tra territori, persone e competenze chiave geograficamente lontani e l’attribuzione a Milano, unica città italiana che partecipa al gioco globale dello sviluppo, del ruolo di “città-acceleratore” dell’intero Paese.    
Per raccontare tutto questo, Manfredi inizia con un capitolo nel quale viene declinata l’immagine de “Tutte le strade portano altrove”, per poi passare ad una descrizione della geografia della periferia italiana e quindi ad un approfondimento della cosiddetta “manifattura intelligente”. Anzi, proprio le periferia possono diventare una sorta di grande laboratorio per sperimentare un possibile nuovo paradigma di innovazione radicale, che punti all’inclusione degli esclusi e alla valorizzazione delle differenze in termini di competenze, culture e territori.        
  Manfredi spiega nelle conclusioni che il Paese possiede “straordinari mezzi” ma che questi sono la “potenza” che deve essere trasformata in “atto”. Il libro cerca di delineare alcune strade per passare dall’analisi all’azione.

11/12/2019