"La bisbetica domata" di William Shakespeare in lingua veneta
SHAKESPEARE IN VILLA:
"QUANDO DO VAMPE DE FOGO ..."
Spettacolo itinerante promosso dall’Assessorato alla Cultura e all’Identità veneta della Provincia di Padova in collaborazione con l’Associazione Amici del Castrum che si terrà in due ville venete del territorio padovano alla scoperta dei luoghi de "La bisbetica domata" di Shakespeare, facendo riferimento al libro pubblicato dalla stessa associazione con le Edizioni Elzeviro del testo in lingua veneta. Lo spettacolo si comporrà delle scene più suggestive e comiche dell’opera utilizzando come scenografia gli spazi della villa ma facendo riferimento alla città di Padova. Ecco materializzarsi davanti agli spettatori un notabile padovano del tempo che li accompagnerà ad assistere alla rappresentazione di quadri della "bisbetica" interpretati in lingua veneta.
Sabato 3 ottobre 2009 ore 21.00 Castello di San Pelagio - Due Carrare (PD)
Sabato 24 ottobre 2009 ore 21.00 Villa Baglioni (Municipio) - Massanzago (PD)
INGRESSO LIBERO.
Con il patrocinio di: Regione del Veneto - Comune di Due Carrare - Comune di Massanzago - Istituto Regionale Ville Venete
Sono intervenuti Leandro Comacchio - Assessore alla Cultura e all’Identità veneta della Provincia di Padova, Luisa Baldi - Direttrice dell’Accademia del teatro in lingua veneta, Piermario Vescovo - Università Cà Foscari di Venezia, Masolino d’Amico - Università di Roma 3.
"Tradurre o adattare La bisbetica domata in veneto non ha alcuna velleità o rivendicazione: è semplicemente, un’operazione teatrale. C’è semmai, da stupirsi che una tradizione letteraria e spettacolare tanto ricca (che attraversa i secoli, da Ruzante a Goldoni e oltre) e il più grande uomo di teatro di tutti i tempi (che a partire da suggestioni novellistiche o drammatiche, ha ambientato, molte sue trame tra Venezia, Verona e Padova) non si siano, spesso e naturalmente, incontrati.
Scendere verso il dialetto aiuta immensamente, perchè offre appigli di verità a un universo discorsivo che la lingua italiana, per sua costituzione, difficilmente riesce ad afferrare. il "dialetto" - la lingua grossa o la lingua materna - diviene così non solo strumento di realismo o di imitazione della vita quotidiana, ma soprattutto, come insegna il Ruzante, un linguaggio onirico che introduce alla dimensione illusoria e fantastica, popolata di ombre e fantasmi, propria del teatro, della vita come recita.
Il testo che qui si presenta è - dunque - una riduzione, un copione nato per una messinscena concepita, tra l’altro, per un organico femminile, con la presenza di un solo uomo nei panni dell’ubriaco, davanti a cui si svolge la recita - o forse il sogno - della commedia e del suo protagonista: Petruccio. Al testo, poi si intrecciano una serie di suggestive "divagazioni" e "rivelazioni" incentrate sulle città di Padova e Verona che, attraverso curiosità, fatti storici, misteri e racconti leggendari, conducono il lettore lungo percorsi esplorativi di grande fascino, alla scoperta del "Veneto immaginato" di Shakespeare, in compagnia dei suoi personaggi."
(testo introduttivo tratto dal libro "La bisbetica domata - di William Shakespeare. Commedia piacevole recitata in sogno in lingua veneta. Traduzione e adattamento di Piermario Vescovo. Edizioni Elzeviro")

