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Unioni di Comuni

L'unione di comuni ha potesta' statutaria e regolamentare.

Lo statuto dell'unione stabilisce le  modalita' di funzionamento degli organi e ne disciplina i rapporti.

In fase  di prima istituzione lo statuto dell'unione e'  approvato  dai  consigli dei comuni partecipanti e le successive modifiche sono approvate  dal consiglio dell'unione.

Il  Presidente  dell'unione  di  comuni  si avvale del segretario di un comune facente parte  dell'unione,  senza  che  cio' comporti l'erogazione di  ulteriori  indennita'  e,  comunque,  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il limite demografico minimo delle unioni e delle  convenzioni e' fissato in 10.000 abitanti; se  i  comuni  appartengono  o  sono  appartenuti  a comunita' montane, il limite è fissato in  3.000  abitanti (in tal caso, le unioni  devono essere formate da almeno  tre  comuni,  salvi  il  diverso  limite demografico ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioni territoriali, individuati dalla regione).
Il limite non si applica alle unioni di comuni già costituite.

Tutte le cariche nell'unione sono esercitate a titolo gratuito.

Per il primo mandato amministrativo, agli  amministratori  del nuovo comune nato dalla fusione di piu' comuni cui hanno preso  parte comuni  con  popolazione  inferiore   a   5.000   abitanti e agli amministratori  delle unioni di comuni comprendenti comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si applicano  le  disposizioni in materia di ineleggibilità, incandidabilità,  inconferibilità  e incompatibilità previste dalla legge per i  comuni  con  popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

Attivita' che possono essere svolte  dalle  unioni  di comuni in forma associata anche per i comuni  che  le  costituiscono, con le seguenti modalità:
a) le funzioni di responsabile anticorruzione  sono  svolte  da  un funzionario nominato dal  presidente dell'unione tra i funzionari dell'unione e dei comuni che la compongono;
b) le funzioni di responsabile per la trasparenza sono svolte da un funzionario nominato dal  presidente  dell'unione  tra  i  funzionari dell'unione e dei comuni che la compongono;
c) le funzioni dell'organo di revisione, per le unioni  formate  da comuni che complessivamente non superano 10.000 abitanti, sono svolte da un unico revisore e, per le unioni che superano tale limite, da un collegio di revisori;
d) le funzioni  di  competenza  dell'organo  di  valutazione  e  di controllo di gestione sono  attribuite  dal  presidente  dell'unione, sulla base di apposito regolamento approvato dall'unione stessa.
Il  Presidente  dell'unione  di  comuni, ove previsto dallo statuto, svolge le funzioni attribuite  al  sindaco  dall'articolo  2 della legge 7 marzo 1986, n. 65, nel territorio dei comuni che  hanno conferito all'unione la funzione fondamentale della polizia municipale.
Qualora i comuni appartenenti all'unione conferiscano all'unione la funzione della protezione civile, all'unione spettano l'approvazione e l'aggiornamento dei piani di emergenza.

In caso di trasferimento di personale dal comune all'unione di comuni,  le  risorse  già  quantificate  sulla  base  degli  accordi decentrati e destinate nel precedente anno dal  comune  a  finanziare istituti contrattuali collettivi ulteriori  rispetto  al  trattamento economico fondamentale,  confluiscono  nelle  corrispondenti  risorse dell'unione.

Le disposizioni normative previste per i piccoli comuni si applicano alle unioni composte da comuni con popolazione inferiore  a 5.000 abitanti.

In caso di fusione di uno o piu' comuni, fermo restando quanto previsto dall'articolo 16 del testo unico, il comune risultante dalla fusione adotta uno statuto che può prevedere anche forme particolari di collegamento tra il nuovo comune e le comunità che appartenevano ai comuni oggetto della fusione.

I comuni che hanno dato avvio al  procedimento  di  fusione  ai sensi  delle  rispettive  leggi  regionali   possono,   anche   prima dell'istituzione del  nuovo  ente,  mediante  approvazione  di  testo conforme da parte di tutti i consigli comunali, definire  lo  statuto che entrerà in vigore con l'istituzione del nuovo comune e  rimarrà vigente fino alle modifiche dello stesso da parte  degli  organi  del nuovo comune istituito.

Lo statuto del nuovo comune dovrà prevedere che alle comunità dei comuni oggetto della fusione siano  assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi.

Al comune istituito a seguito di  fusione  tra  comuni  aventi ciascuno meno di 5.000 abitanti si applicano, in quanto  compatibili, le norme di maggior favore, incentivazione e semplificazione previste per i comuni con popolazione inferiore a  5.000  abitanti  e  per  le unioni di comuni.

I comuni istituiti a seguito di fusione possono utilizzare i margini di indebitamento consentiti  dalle norme vincolistiche in materia a uno o più dei comuni originari e nei limiti degli  stessi,
anche nel caso in cui dall'unificazione  dei  bilanci  non  risultino ulteriori possibili spazi di indebitamento per il nuovo ente.


Il commissario nominato per la gestione del  comune  derivante da fusione è coadiuvato, fino all'elezione dei nuovi organi,  da un comitato consultivo composto da coloro che, alla data dell'estinzione dei comuni, svolgevano le funzioni di sindaco e senza maggiori  oneri per la finanza pubblica. Il comitato  e'  comunque  consultato  sullo schema di bilancio e  sull'eventuale  adozione  di  varianti  agli strumenti  urbanistici.  Il commissario convoca  periodicamente il comitato, anche su richiesta della maggioranza dei componenti, per informare sulle attivita' programmate e su quelle in corso.
Gli obblighi  di  esercizio  associato  di  funzioni  comunali derivanti dal comma 28 dell'articolo 14 del decreto-legge  31  maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio 2010, n. 122, e successive  modificazioni,  si  applicano  ai  comuni derivanti da fusione entro i limiti stabiliti dalla legge  regionale, che può fissare una diversa decorrenza o modularne i contenuti.  In mancanza di diversa normativa regionale, i comuni istituiti  mediante fusione che raggiungono una popolazione  pari  o  superiore  a  3.000 abitanti, oppure a 2.000 abitanti se  appartenenti o appartenuti a comunità montane, e che devono obbligatoriamente esercitare le funzioni fondamentali dei comuni, secondo quanto previsto dal  citato comma 28 dell'articolo 14, sono  esentati da  tale obbligo per un mandato elettorale.
I consiglieri comunali cessati per effetto dell'estinzione del comune derivante da fusione continuano a esercitare, fino alla nomina dei nuovi rappresentanti da parte del nuovo  comune, gli  incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
Tutti i soggetti nominati  dal comune estinto per fusione in  enti, aziende, istituzioni o altri organismi continuano a esercitare il loro mandato fino alla  nomina dei successori.

Salva diversa disposizione della legge regionale:
a) tutti gli atti normativi, i piani, i regolamenti, gli  strumenti urbanistici e i bilanci dei comuni oggetto della fusione vigenti alla data di estinzione dei comuni restano in vigore, con riferimento agli ambiti territoriali e alla relativa popolazione  dei  comuni  che  li hanno  approvati,  fino  alla  data  di   entrata   in   vigore   dei corrispondenti atti del commissario o degli organi del nuovo comune;
b) alla data  di  istituzione  del  nuovo  comune,  gli  organi  di revisione contabile dei comuni estinti  decadono.  Fino  alla  nomina dell'organo di revisione contabile del nuovo comune le funzioni  sono svolte provvisoriamente dall'organo di revisione contabile in carica, alla  data  dell'estinzione,  nel  comune  di   maggiore   dimensione demografica;
c) in assenza di uno statuto provvisorio, fino alla data di entrata in vigore dello  statuto  e  del  regolamento  di  funzionamento  del consiglio  comunale  del  nuovo  comune  si  applicano,   in   quanto compatibili, le disposizioni  dello  statuto  e  del  regolamento  di funzionamento  del  consiglio  comunale  del   comune   di   maggiore dimensione demografica tra quelli estinti.
Il comune risultante da fusione:
a) approva il bilancio di previsione, in deroga a  quanto  previsto dall'articolo 151, comma 1, del testo  unico,  entro  novanta  giorni dall'istituzione o  dal  diverso  termine  di  proroga  eventualmente previsto per l'approvazione dei bilanci e  fissato  con  decreto  del Ministro dell'interno;
b) ai fini dell'applicazione dell'articolo 163 del testo unico, per l'individuazione degli stanziamenti dell'anno precedente assume  come riferimento  la  sommatoria  delle  risorse  stanziate  nei   bilanci definitivamente approvati dai comuni estinti;
c) approva il rendiconto di bilancio dei comuni estinti, se  questi non hanno gia' provveduto, e subentra negli adempimenti relativi alle certificazioni del patto di stabilita' e delle dichiarazioni fiscali.

 
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