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Tolto alle Province il taglio da 650 milioni di euro per il 2017

28-02-2017

Una buona notizia, anche se a metà, per le Province, che hanno ottenuto dal governo l’annullamento del taglio da 650 milioni di euro preventivato per il 2017.

“É una mezza soddisfazione – dice il Presidente della Nuova Provincia di Padova e Presidente dell’UPI Veneto, Enoch Soranzo - perché comunque tutti gli enti avranno ancora molte difficoltà a redigere i propri bilanci. Dai calcoli in nostro possesso sarebbero infatti necessari altri 600 milioni di euro, per poter provvedere allo svolgimento delle funzioni assegnate alle Province. Mi auguro che questo stanziamento possa presto essere definito con un  decreto legge ad hoc, perché il prelievo forzoso stabilito dalla Finanziaria del 2015 non ha distrutto le Province, in quanto istituzioni dello Stato, ma i servizi da loro erogati ai cittadini.”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Presidente dell’UPI nazionale, Achille Variati, che dichiara: “Il Parlamento, quando ha assunto tre anni or sono le decisioni relative al taglio dei finanziamenti alle Province, non aveva chiare le conseguenze. Si è trattato di un clamoroso storico errore del Parlamento e delle strutture tecniche che hanno dato il via libera alle Finanziarie dal 2015 in poi. Noi assicuriamo i servizi senza bilancio e senza nemmeno il bilancio provvisorio. Noi oggi qui stiamo dicendo basta. E se il decreto legge che abbiamo chiesto non ci darà i fondi che chiediamo siamo pronti a combattere.”

L’ UPI nazionale ha presentato le proprie richieste anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso di un’apposita udienza tenutasi la settimana scorsa al Quirinale, e quest’ultimo ha dichiarato il proprio impegno per giungere a soluzioni positive.

“Come Presidente di Provincia – continua Soranzo - non voglio rassegnarmi ad accettare una situazione ingiusta e irrispettosa nei confronti dei miei cittadini e di chi paga onestamente le tasse. Condivido la proposta del Presidente Variati di presentare un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica nel caso non si dovessero  ottenere dal Governo risposte adeguate. Sono convinto che i soldi ci sono, ma non devono essere impegnati altrove.”

D’altra parte, anche nel documento inviato dalla Corte dei Conti alla Commissione Parlamentare per il Federalismo fiscale, un paio di giorni fa, a proposito dei tagli perpetrati ai bilanci delle Province si ricorda che: “Le Province devono poter disporre delle risorse finanziarie, di personale e strumentali necessarie per l’esercizio delle loro funzioni fondamentali e per la garanzia dei servizi essenziali per i cittadini e i territori. Occorre rivedere la coerenza e la congruità delle misure finanziarie adottate ed esercitate con continuità ed in settore di notevole rilevanza sociale in maniera manifestamente irragionevole.”

“La Corte dei Conti, organo certamente autorevole e super partes – chiosa Soranzo - ha sottolineato il paradosso di una situazione che ha tenuto formalmente in vita le Province, bloccandone tuttavia di fatto i servizi in attesa di una riforma respinta dai cittadini con il referendum del 4 dicembre scorso.

La Provincia di Padova, come tutte le altre in Italia, ha vissuto in questi anni momenti difficilissimi, nello sforzo di garantire comunque sempre i conti in ordine, il trasferimento del personale ad altri enti e l’esercizio delle funzioni fondamentali e non. Per quanto ci riguarda, continueremo in ogni modo ad assicurare tutti i servizi che i cittadini ci richiedono, con la certezza che il Governo prenderà atto delle richieste avanzate dalle province e di un documento che lo obbliga, almeno moralmente, ad assegnare fondi per avviare nuove politiche d’investimento sul territorio.”

La Provincia di Padova, come tutti gli altri enti analoghi, non ha ancora avuto la possibilità di predisporre finanziariamente il bilancio 2017, e ha tempo fino al 31 marzo per approvarlo. Nel 2016 il bilancio totale era stato di 224.741.870 euro. Dal 2015 ad oggi, il personale dell’ente è passato dalle 417 unità alle 357 del 2016 per arrivare alle 270 attuali, compresi i dipendenti del Settore Lavoro e della Polizia Provinciale, che dovrebbero essere ricollocati in Regione e in un’Agenzia Nazionale a breve. A questo punto la Provincia di Padova potrebbe contare su circa 200 risorse umane.

Se venisse confermato il taglio del 2016 di 37 milioni, sarebbero necessari ulteriori 13 milioni circa per chiudere il bilancio 2017, destinato a garantire tutti i servizi necessari al territorio.

 
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