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The Sound of Stone: in viaggio con J.S. Bach

19-04-2017

Il Progetto The Sound of Stone-Architetture Sonore “....In viaggio con J. S. Bach” patrocinato dalla Provincia di Padova è stato ideato dal M° Luca Paccagnella per valorizzare e fare dialogare tra loro musica e strutture architettoniche in luoghi d'arte. Il violoncellista padovano eseguirà “Le 6 Suites” di J. S. Bach e altri autori affini".
Bach l'architetto dei suoni.
Ma come poter descrivere, in poche parole il vastissimo repertorio bachiano? Credo che possa essere esemplificativo un parallelo tra il compositore e la figura artistica e professionale dell’architetto, o più specificatamente dell’architetto di cattedrali.
La musica di Bach è infatti la miglior rappresentazione dell’unione fra arte e scienza.
In essa si trova la forma, la struttura, la monumentalità, ma anche la sperimentazione, l’ornamentazione e la tendenza ascensionale verso il divino. L’atteggiamento morale di Bach non contraddice mai il credo luterano, questo tipo di atteggiamento fa sì che il compositore non faccia distinzioni fra opera sacra e profana, fra musica vocale e strumentale, fra teoria e prassi. I mezzi, gli stilemi, i materiali, le situazioni, gli strumenti di lavoro sono i medesimi, ma vengono poi trasformati sotto l’impulso espressivo, dando vita a ciò che pare concepito in astratto e adattabile a tutti gli usi. Anche per questo motivo, riferendosi a Bach, si è parlato spesso di musica “ assoluta”.
Le sei Suites per violoncello furono composte verso il 1720 a Köthen, dove Bach ricoprì l'incarico di Kapellmeister nel periodo tra il 1717 e il 1722 e alle dipendenze del principe Leopold di Anhalt. Periodo fecondo per il musicista che scrisse lavori come il Klavierbuchlein contenente le Invenzioni a due e a tre voci e alcuni preludi del Clavicembalo ben temperato, i Concerti brandeburghesi e le Partite per violino solo.
Del resto l'ambiente di corte del principe Leopold offriva occasioni favorevoli alla pratica strumentale di Bach, che aveva a disposizione una buona orchestra e non era assillato dalla composizione di pezzi religiosi, dato il culto calvinista preponderante in questa città che riduceva al minimo l'uso delle forme rituali.
In tal modo Bach potè approfondire la conoscenza degli strumenti ad arco e scrivere diverse suites, sonate e partite dedicate al violino, al violoncello e alla viola da gamba. Sotto le sue mani tali strumenti acquistarono una fisionomia polifonica, oltre ad un rigoroso impianto contrappuntistico, che è una delle componenti fondamentali dell'arte bachiana.

- Programma concerti

 
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