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Tagli regionali al trasporto pubblico locale: il presidente Soranzo lancia l’allarme

27-07-2017

La Regione, con la delibera di giunta numero 1004 del 27 giugno 2017ha approvato una riduzione 8,5 milioni di euro ai trasferimenti destinati al trasporto pubblico locale per l’anno in corso. Il taglio economico è del 3,3 per cento rispetto ai finanziamenti del 2016, ma in termini di riduzione dei servizi il salasso reale arriva al 9% perché va ad incidere sulla programmazione già in corso per il periodo invernale ed è quindi spalmato su 4 e non su 12 mesi.
I soldi si tradurrebbero in una cancellazione totale di 4 milioni 181.259 chilometri per i sette bacini del trasporto pubblico veneto con pesanti ripercussioni sui servizi minimi che per legge vanno garantiti agli utenti. Nel dettaglio la riduzione è di - 734.550 chilometri per Padova, - 236.419 km a Belluno, - 223.817 km a Rovigo, - 583.525 km a Treviso, - 1.199.686 km a Venezia (e – 11.859 ore moto per i vaporetti), - 653.989 km per Verona e – 549.273 chilometri per Vicenza.
La decisione è stata confermata martedì 25 luglio, durante un incontro convocato dall’Assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti con i 7 Bacini del trasporto provinciale. Netta la contrarietà del presidente dell’Upi Veneto e della Provincia di Padova Enoch Soranzo, di tutte le Province venete e dei Comuni capoluogo cui fanno capo i bacini. All’unanimità chiedono fin da ora alla Regione di rivedere con urgenza questa posizione in sede di assestamento di bilancio. In caso contrario, si va verso la sospensione dei servizi privando i pendolari di importanti collegamenti essenziali. L’appello è un grido di allarme ed è stato inviato con lettera dal presidente Soranzo al governatore Luca Zaia, agli assessori e a tutto il Consiglio regionale chiedendo che assumano l’impegno formale di coprire per intero il fondo del trasporto pubblico locale per il 2017.
“Questa riduzione, arrivata tra l’altro a luglio quando tutta la programmazione è pronta e i calendari invernali in stampa, determina un vero e proprio cataclisma nel trasporto pubblico – ha detto il presidente della Nuova Provincia di Padova e presidente dell’Upi Veneto Enoch Soranzo – si traduce in un taglio drastico sui servizi minimi che per legge vanno garantiti. Penso soprattutto agli utenti lavoratori, agli anziani, agli studenti e, in generale, a tutte le persone che quotidianamente fanno conto sul servizio di trasporto pubblico per lo svolgimento ordinario delle loro attività e delle loro relazioni di vita. La riduzione del 3,3 % sui finanziamenti a livello annuo rispetto al 2016, inciderà sugli ultimi quattro mesi del 2017 costituendo quindi una contrazione reale superiore al 9% sul servizio visto che i chilometri di quest’anno da gennaio ad oggi sono già stati percorsi replicando la programmazione del 2016. Tutti i possibili interventi di efficientamento sono stati già messi in atto dagli enti e dalle aziende di trasporto dunque si andrebbe inevitabilmente a cancellare i servizi minimi. I disservizi che si creerebbero sono inaccettabili e intollerabili perché verrebbero cancellati collegamenti essenziali in alcune aree dei nostri territori provinciali, senza contare le conseguenze penali di un atto del genere”.
Già nel 2011 e, in misura più contenuta, nel 2012 gli enti locali, le Province e i Comuni hanno dovuto affrontare riduzioni dei servizi e intervenire sulla leva tariffaria a discapito degli utenti per adeguare il più possibile il servizio ai tagli regionali delle risorse. Questa nuova sforbiciata determinerebbe la mancata erogazione dei servizi minimi e sarebbe in contrasto anche con gli indirizzi previsti dal Piano regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera e da quanto richiesto dai Tavoli tecnici zonali per il miglioramento dell’aria e il contenimento del Pm10.
“Mi appello e ci appelliamo alle Istituzioni regionali – ha aggiunto Soranzo – affinché nella predisposizione dell’assestamento del bilancio regionale, valutino attentamente gli effetti di dissesto che l’attuale riduzione di risorse comporterà su tutto il trasporto pubblico. Per alcune categorie di cittadini, studenti e lavoratori in primis, le conseguenze sarebbero davvero gravi. E comunque non sarebbe giusto scaricare sugli utenti ulteriori aumenti del costo dei biglietti e degli abbonamenti. Per questo chiediamo alla Regione di rivedere la propria decisione. In caso contrario – conclude Soranzo – gli enti locali che, lo ricordo, già contribuiscono versando l’iva con fondi propri, si vedranno loro malgrado costretti a sospendere parte dei servizi perché le risorse non saranno sufficienti a garantire gli equilibri di bilancio aziendali e il regolare svolgimento del servizio per l’ultima parte del 2017. La Regione deve agire nell’immediato e assicurare formalmente che il fondo per il 2017 venga ripristinato nella sua totalità o il sistema del trasporto pubblico di tutto il Veneto è destinato al collasso”.

 
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