Ufficio Stampa > Comunicati stampa anno 2016 > Strategie per contrastare lo smog: intervento di Fabio Bui

Strategie per contrastare lo smog: intervento di Fabio Bui

07-01-2016

C'è un comportamento tutto italiano nell'affrontare alcune grandi questioni: terminata l'emergenza, spenti i riflettori, non si pensa più alla migliore delle soluzioni  affinché il problema non si ripresenti più. Semplicemente lo si archivia, in attesa dell’eventuale recidiva.
E così è andata anche con l’inquinamento atmosferico degli ultimi giorni, che ha riempito quotidianamente le pagine dei giornali e che ora rischia di annacquarsi grazie alla pioggia, che è stata di recente l’unica vera soluzione all’emergenza.
L'angoscia e la bramosia dei giorni scorsi nell'annunciare le iniziative più disparate (alcune assolutamente inefficaci, inattuabili e di carattere puramente propagandistico), sono state così ultimamente sostituite dall’inerzia, e dall'attesa del prossimo allarme o della prossima situazione di crisi per riparlarne.
Ma nel frattempo? Per quanto mi riguarda, con il senso pratico dell’amministratore locale che ogni mattina si trova a dover affrontare, e soprattutto risolvere, tanti problemi quotidiani, mi permetto di rilanciare la proposta che avevo già avuto modo di avanzare alcuni giorni fa, che vede tra le possibili soluzioni all’emergenza inquinamento la creazione di un sistema unico integrato del trasporto pubblico locale nella nostra provincia, dove il mezzo pubblico dovrebbe essere reso più conveniente rispetto a quello privato.
E vorrei che mi si credesse che questa non è l’ennesima sparata elettoralmente propagandistica, ma ciò che già è presente in tante città europee di dimensioni analoghe a Padova, dove invece si preferisce perdere i finanziamenti per il potenziamento della linea del tram.
Allo stato attuale sembra infatti scomparso dalle priorità il progetto regionale della Metropolitana di Superficie, che negli anni scorsi era stato avviato con notevoli investimenti e che ora rischia di entrare nell'elenco delle grandi incompiute del Veneto, progetto che avrebbe certamente contribuito in maniera determinante a togliere dalle nostre strade migliaia di auto di pendolari, quotidianamente presenti per raggiungere le città o i diversi centri produttivi disseminati sul territorio, con stazioni ferroviarie a fungere da veri e propri parcheggi scambiatori per i collegamenti.
Tutto questo sarebbe stato sufficiente?
Credo di no, ma a corollario di quanto sopra si sarebbe potuto prevedere anche un adeguato trasporto su gomma, dalla stazione ai luoghi a maggiore densità lavorativa. Senza questa ulteriore agevolazione, la convenienza e la comodità di usufruire di un trasporto pubblico naturalmente vengono meno, e si è costretti giuoco forza a ricorrere all'auto, come appunto avviene attualmente.  
Allora, cosa fare?
Un Piano integrato treno/autobus dovrebbe necessariamente prevedere che un lavoratore, che partisse ad esempio dalla stazione di Padova, fosse in grado di trovare, soprattutto nelle ore di maggior pendolarismo, un numero sufficiente di mezzi diretti alla sua zona di lavoro, godendo della medesima comodità anche  nelle ore del rientro. Poco serve infatti la frequenza dei bus nelle ore centrali della giornata, in cui l'utenza è meno numerosa, maggiormente necessaria è invece nelle ore di inizio e fine lavoro.
Naturalmente dovranno essere i tecnici e gli esperti del settore a perfezionare una valida proposta, organizzandone la fattibilità secondo le percentuali di afflusso, ma è indubbio che una delle soluzioni al problema dell’inquinamento non può che essere il cambiamento dello stile di vita e mentalità rispetto all'utilizzo del trasporto pubblico, che avverrà soltanto sapendo rendere  effettivamente conveniente ed efficiente l’uso dei mezzi alternativi.
Sempre nell’ambito della riduzione degli agenti inquinanti, mi permetto di ricordare inoltre un'altra questione importante: l'ammodernamento dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni e dei luoghi pubblici. Affinché non sia lasciata al buon senso, o alle disponibilità economiche di ciascuno, è infatti necessario prevedere che almeno i camini abbiano un sistema di filtraggio dei fumi destinati a trattenere le sostanze che avvelenano l'aria, altrimenti ci ritroveremo sempre punto a capo.
Il governo nazionale sta dando segnali positivi in tal senso, prevedendo  defiscalizzazioni  per coloro che adeguano gli impianti, e anche alcuni Enti pubblici locali contribuiscono con risorse proprie ad aiutare le famiglie che fanno richiesta per adeguare la propria caldaia obsoleta. La stessa Provincia di Padova solo nel 2015 ha concesso contributi per 150 mila euro proprio a tal fine, aiutando 150 privati impegnati in questo tipo d’interventi, ma anche qui sono più che convinto che lo sforzo debba essere il più possibile coordinato e condiviso a livello territoriale.
Forse tutto quanto sopra non sarà ancora sufficiente a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, ma almeno potremo affermare di aver messo in atto  tutte le soluzioni strutturali che avevamo a disposizione, per non essere obbligati ogni anno a ripetere un trito rituale delle banalità contro l'inquinamento atmosferico, di cui si può fare certamente a meno.

Fabio Bui
Vice Presidente della Provincia di Padova

 
Bookmark and Share


 

Sottomenù della sezione


 

 
YouTube Facebook Feed Rss Valid XHTML 1.0 Strict