Ufficio Stampa > Comunicati stampa anno 2017 > Social Street: la solidarietà va in rete

Social Street: la solidarietà va in rete

31-05-2017

Si è tenuto nell'Aula Nievo del Bo di Padova il convegno "Social Street. La solidarietà va in rete", attraverso il quale la Consulta femminile del Comune di Padova ha voluto portare all’attenzione generale un nuovo modello di comunità di quartiere in grado di instaurare e gestire, attraverso una quotidianità condivisa, un sistema di potenziali relazioni di natura solidale.
In rappresentanza della Provincia di Padova ha partecipato il consigliere delegato alle Pari Opportunità Alice Bulgarello.
"Da circa un ventennio - ha detto il consigliere Bulgarello - internet ha forgiato un’intera generazione di ragazzi cresciuti con il computer prima, il cellulare poi e tutti gli strumenti di comunicazione che si sono man mano diffusi. I tempi sono maturi e quella che sembrava una rivoluzione solo tecnologica ha contribuito a mutare profondamente le relazioni umane, talvolta anche in maniera negativa. Il lato più controproducente di queste tecnologie, infatti, è quello di aver velocizzato o facilitato un processo che probabilmente era già in atto: la spersonalizzazione e il raffreddamento dei rapporti tra le persone.  
“Social Street”, invece, è l’esempio di come la “rete” e i social media, se ben utilizzati, possano arricchire le persone, creare partecipazione e contribuire a diffondere un nuovo tipo di volontariato. In particolare nelle grandi città e nei quartieri più urbanizzati, è un po’ un ritorno a ciò che era la comunità di una volta dove i vicini di casa o i residenti della via si conoscevano, si aiutavano e, soprattutto, si parlavano. Proprio in un contesto urbano, credo che incentivare la nascita delle “Social Street” garantirebbe più aggregazione, meno senso di insicurezza e meno solitudine. Penso agli anziani che potrebbero avere un aiuto in più, alle mamme che si trovano a dover fare i salti mortali nella gestione dei bambini, alle persone che hanno bisogno di qualche lavoretto in casa, ai residenti che possono creare una rete solidale e di controllo contro furti e ladri. In tutti questi casi i social possono contribuire ad agevolare la nascita di nuovi legami di buon vicinato e di ascolto e dialogo reale tra persone. Sicuramente è una necessità forse maggiormente sentita nei grandi centri urbani, ma anche i piccoli Comuni possono incentivarne la diffusione perché la popolazione diventa sempre più anziana e sicuramente è anche un modo per mantenere i giovani legati al loro territorio. Basta riflettere un attimo su quanto bisogno abbiano i ragazzi di trovare lungo la loro strada dei punti di riferimento positivo che magari nelle case sono venuti a mancare. Penso alla figura dei nonni che un tempo erano i depositari non solo della storia familiare, ma anche di piccoli segreti legati alle tradizioni artigiane, culinarie o di gestione della casa. Sono convinta che di persone che hanno ancora molto da dire e da raccontare ce ne sono, ma la vita frenetica, l’individualismo e la solitudine li taglia fuori dalle giovani generazioni. Ecco credo che il Social street possa contribuire anche a riavvicinare le generazioni e fornire ai ragazzi esempi positivi di persone che tanto hanno lavorato e tanto hanno contribuito ad arricchire la comunità dove tutti noi viviamo. É giusto parlarne, è giusto riflettere e quindi auspico che da questo dibattito escano azioni concrete per favorirne la diffusione".

 
Bookmark and Share


 

Sottomenù della sezione


 

 
YouTube Facebook Feed Rss Valid XHTML 1.0 Strict