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Selvatico: approvato il progetto di fattibilità per i lavori di restauro

29-12-2017


E’ stato firmato dal presidente della Nuova Provincia di Padova Enoch Soranzo il decreto che approva il progetto per il restauro dell’istituto Selvatico di Padova.  Progetto che dovrà ottenere il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Culturali trattandosi di immobile di particolare interesse storico e architettonico tutelato dal D. Lgs. 490 del 29.10.1999.
Saranno due i lotti di intervento. Il primo riguarda le opere di consolidamento strutturale delle pareti e delle coperture, nuovi lucernai, lattonerie ed opere esterne a ovest della rotonda per consentire l’evacuazione in sicurezza verso ponte Omizzolo. Sarà installata una nuova centrale termica a condensazione e nuove dorsali per il trasporto del fluido scaldante.
Il secondo lotto prevede invece la realizzazione di nuovi servizi igienici, nuove pavimentazioni interne, la sostituzione di serramenti, installazione di controsoffitti, nuova illuminazione degli interni e degli esterni, il completamento degli impianti di sicurezza e di riscaldamento, oltre alla opere esterne a est della rotonda con percorsi a norma per i diversamente abili. Sarà rifatta inoltre la pavimentazione esterna del pronao.
“L’importo complessivo – ha detto il presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo - è 4milioni 500mila euro e la Fondazione Cariparo finanzierà l’intervento per il 50%.  Non finirò mai infatti di ringraziarla per la costante attenzione al bene della comunità e per essere riuscita anche questa volta a garantire, tramite l’Art Bonus, una somma considerevole da destinare al recupero del Selvatico.  E’ quindi indispensabile intervenire con celerità, restaurare l’immobile e tutelarlo assieme alle numerose opere d’arte di pregevole fattura che lo stesso Istituto ha prodotto nei decenni passati e che è doveroso destinare nel modo più opportuno.  Per quest’anno abbiamo trovato spazio per gli studenti all’ex Centro di Formazione Professionale “E. Bentsik” di via Manzoni a Padova. Ma è una sistemazione temporanea e gli studenti del Selvatico devono tornare quanto prima nella loro sede perché quell’istituto profuma di arte e storia.
Auspico quindi possa giungere anche il dichiarato impegno del Comune, proprietario dell’immobile, perché questa sfida supera la Provincia che, a causa di una riforma incompiuta e troppi tagli, non ha più le risorse per garantire nemmeno la manutenzione ordinaria ai propri edifici scolastici.
Da soli noi non possiamo più tutelare la sicurezza e la dignità dei nostri 3.600 studenti, dei docenti e di tutto il personale. Serve uno sforzo comune perché in ballo c’è la vita stessa dei nostri figli su cui non si può giocare al ribasso. Chi studia e lavora merita rispetto, e noi come Provincia saremo sempre impegnati a garantirlo con ogni mezzo a nostra disposizione stimolando il dibattito, coinvolgendo la comunità, sensibilizzando chiunque possa fare qualcosa per le nostre scuole”.
Attualmente i luoghi si presentano in condizioni di deterioramento con fessurazioni su elementi portanti. Di notevole impatto sono anche le puntellazioni della muratura nord installate in conseguenza del sisma del 2012. La copertura necessita di un generale rifacimento e un’attenta revisione delle strutture lignee portanti. Gli intonaci sono fortemente degradati e gli impianti elettrici di sicurezza non adeguati alle nuove norme.
“L’approvazione del progetto di fattibilità – ha concluso Luciano Salvò, consigliere delegato all’Edilizia Scolastica – è un atto di sensibilità e attenzione nei confronti di un istituto storico, una sede prestigiosa, scrigno di arte e di bellezza. La celerità con cui siamo arrivati a questo primo provvedimento era un impegno che ci eravamo assunti soltanto qualche mese fa nei confronti degli studenti, dei docenti e di tutto il personale. Siamo arrivati rapidamente ad avviare la procedura e adesso proseguiremo con altrettanta sollecitudine per tutte le fasi successive di progettazione in modo da giungere nei tempi più rapidi possibili a riportare l’attività scolastica all’interno dell’edificio. Confidiamo indistintamente nel supporto delle Istituzioni cittadine, prime fra tutte il Comune di Padova, proprietario dell’edificio”.
 
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