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Pietre d’inciampo per ricordare la Shoah

19-01-2016

Le Pietre d’inciampo sono state posizionate in via San Martino e Solferino e in via Roma dove abitavano famiglie ebree deportate. Sono delle piccole targhe, monumenti a ricordo delle vittime della Shoah; in particolare è stata commemorata la memoria di Eugenio Coen Sacerdoti e la moglie Amalia Dina, Oscar Coen, Gemma Bassani e Marcello Levi Minzi, ma anche i 47 padovani coinvolti negli eccidi.
Per la Provincia di Padova ha partecipato il consigliere delegato Gianni Berno, che ha espresso la seguente riflessione rivolta a tutta la comunità ebraica, all’artista Guter Demnig per l’iniziativa diffusa ormai in tutta Europa e a tutti i cittadini che hanno partecipato per esprimere la loro vicinanza.
“Inciampo” – dice Gianni Berno - come occasione di una sosta per riflettere là davanti alle case dove queste persone discriminate, perseguitate e uccise un tempo vivevano serenamente inserite nel tessuto cittadino (rabbino, musicista, madre di famiglia, studente, insegnante, commerciante); che diventano improvvisamente nemici da distruggere e non più cittadini portatori di diritti; questo ancor oggi ci sconvolge e vogliamo “inciampare” ogni giorno per far memoria.
Il nostro compito è quello di non dimenticare, di continuare a testimoniare le atrocità del periodo forse più buio nella storia dell’umanità, perché diventi monito per le nuove generazioni chiamate a costruire un futuro senza più aberrazioni, basato su una coscienza sociale e collettiva indirizzata soltanto al bene comune.
In un momento storico in cui l’odio e la violenza stanno prendendo troppo piede, diventa fondamentale perseverare nel rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi naturalmente i diritti delle persone appartenenti alle minoranze.
La memoria è importante soprattutto per aiutare i giovani (ma anche tutti noi adulti) a capire e a proiettarsi verso un futuro migliore con responsabilità e consapevolezza. E’ un messaggio che dobbiamo lanciare con fiducia, perché i ragazzi ed i giovani siano animati da sentimenti di pace, di amicizia, di tolleranza, di rispetto verso ogni persona.
La Shoah è stata una tragedia dell’Europa e occorre vigilare contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso, oggi come ieri.
Il momento che l’Italia e l’Europa stanno vivendo è molto delicato e in questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché il razzismo, la xenofobia, l’intolleranza, non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che tutti insieme stiamo compiendo per consolidare la pace e la convivenza civile.
Siamo qui quindi per ricordare, ma soprattutto per continuare a interrogarci sulle ragioni di quanto è successo. Siamo qui per dare alle generazioni future gli strumenti per comprendere meglio la storia, specialmente nei momenti di profondo cambiamento come quello in cui stiamo vivendo, in cui nulla va mai dato per scontato”.

 
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