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Otto marzo, una giornata di impegno prima ancora che di festa

08-03-2017

Auguri! É la vostra festa, la festa della donna che quest’anno voglio dedicare innanzitutto al ricordo di una donna straordinaria che ha speso la vita per la vita, ed è morta per dare la vita.
Salomè Karwah, la coraggiosa infermiera, diventata il simbolo della lotta all’Ebola, mancata il 21 febbraio scorso in Liberia. É scomparsa a 28 anni, a tre giorni dalla nascita del suo quarto figlio. E il destino ha voluto che di parto, lei che era sopravvissuta al virus, morisse. Sembra per non essere stata soccorsa tempestivamente dai sanitari, che temevano di essere infettati.
Il suo volto sorridente è diventato simbolo di coraggio, altruismo, dedizione, amore per il prossimo, qualità che non è così raro incontrare in molte di voi, che rappresentate il cuore, il volto, la bellezza, la speranza, la struttura portante della nostra società.
Ho scelto di cogliere questa occasione per esprimere la mia grandissima ammirazione e gratitudine per quello che fate quotidianamente, perché, rappresentate una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese e come ha detto il Presidente della Repubblica Mattarella “Senza le donne l’Italia sarebbe più povera e più ingiusta”.
L’8 marzo quindi è una giornata di impegno prima ancora che di festa, un impegno che ci renda partecipi di un percorso comune per combattere ogni forma di oppressione e per segnare un passo decisivo verso la dignità e il rispetto.
In un giorno come questo vorrei ricordare il gravissimo problema della violenza, purtroppo tristemente presente ogni giorno nelle cronache di tutto il mondo. In Italia ogni anno ci sono 14 milioni di atti di violenza contro le donne, 26 ogni minuto, ogni 3 giorni una donna viene uccisa, ma solo il 7,2% denuncia l’accaduto.
Evitare questi reati e migliorare la condizione di chi costituisce la pietra angolare sulla quale costruire il nostro futuro non è un monito da ascoltare una volta l’anno. E’ un atto di giustizia e un dovere, che dobbiamo perseguire ogni istante nella nostra vita. Lo dobbiamo a noi stessi e alle nuove generazioni.
Credo che il rispetto, l’autonomia e la dignità siano alla base di una società civile che genera sviluppo e crescita umana, culturale ed economica. Spero quindi che possiate godere questa bella festa con dignità, fiducia, serenità, nella convinzione che il futuro vi riservi tutte le opportunità che meritate”.
Enoch Soranzo
Presidente della Nuova Provincia di Padova
 
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