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Nutrie: convocato un tavolo in Provincia per attuare il piano di contenimento

12-08-2016

Il mondo agricolo ha ottenuto finalmente una risposta sul caso delle nutrie. La Regione Veneto, con delibera n.1263 del 1 agosto 2016, ha approvato un piano triennale per l’eradicazione di questo roditore e la Provincia si è prontamente attivata convocando un tavolo tecnico per pianificare gli interventi.
All’incontro erano presenti: Vincenzo Gottardo consigliere provinciale delegato all’Agricoltura e alla Polizia Provinciale, Federico Miotto presidente della Federazione provinciale Coldiretti e Barbara Peron rappresentante della Confederazione Italiana Agricoltori.
“Era un provvedimento più volte da noi richiesto, sollecitato ed atteso non solo da tutto il mondo agricolo – dice il presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo – ma anche da tanti cittadini che, constatando i danni agli argini e ai problemi che creano alla sicurezza pubblica, vedono in questi roditori degli animali dannosi per la collettività. Il Consiglio regionale del Veneto ha accolto il nostro appello e la proposta è stata trasformata in una legge che consentirà di mettere un freno al proliferare delle nutrie e attivare un piano di intervento.  Le difficoltà operative incontrate dai Comuni con la legge precedente avevano infatti creato una grave situazione di disomogeneità nell’azione di contenimento della specie. Questo intervento normativo costituisce uno strumento fondamentale per contenere i danni e non vedere vanificati gli investimenti volti a risanare gli argini del nostro territorio e questo conferma ancora una volta il ruolo determinante delle Province che svolgono un’azione di coinvolgimento dei soggetti, di coordinamento e controllo”.
Soddisfatto si è dichiarato anche Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato all’Agricoltura e alla Polizia Provinciale. “Ringrazio gli Assessori e i consiglieri regionali – dice Gottardo - che hanno accolto con impegno e determinazione l’appello della Provincia di Padova e dei sindaci del territorio. Il Piano regionale approvato prevede l’intervento diretto e coordinato di più soggetti attuatori pubblici e privati e questo conferma ancora una volta che le Province saranno in prima linea per salvaguardare il territorio e l’agricoltura. Per questo ho convocato immediatamente un tavolo tecnico per concordare e mettere in campo tutte le azioni necessarie possibili per arginare l’emergenza. Nel dettaglio, la nuova legge affida alle Amministrazioni provinciali la predisposizione e gestione dei Piani di contenimento, eradicazione e smaltimento delle nutrie con la supervisione della Regione. La Regione manterrà il ruolo di programmazione e di coordinamento dei possibili interventi da pianificare con il coinvolgimento attivo delle Province, dei Comuni, dei Consorzi di Bonifica, delle Autorità di bacino, dei Parchi regionali e dello stesso mondo venatorio, al fine di consentire il più ampio contenimento possibile di questo roditore che tanti danni sta causando al territorio veneto ”.
La nutria, in base alle recenti modifiche legislative a livello nazionale, non è una specie protetta, anzi è stata qualificata come specie nociva, sottoponibile quindi a piani di controllo a fini di eradicazione.
L’attività di contenimento attraverso l’abbattimento e il trappolaggio potrà essere svolta tutto l’anno, anche nelle ore serali e notturne, su tutto il territorio regionale. La Provincia di Padova ha già messo a disposizione 380 trappole per la cattura e agirà d’intesa con i sindaci dei Comuni interessati nel rispetto delle leggi e delle norme di pubblica sicurezza.
“Il piano – ha detto Federico Miotto – consegna ufficialmente alla Provincia l’azione di intervento nel territorio. A seguito del grido d’allarme lanciato dai sindaci, si è reso necessario intervenire immediatamente. Ora ci sono tutti gli attori per chiudere il cerchio e la novità sta nel fatto che anche i coltivatori, debitamente formati e autorizzati, potranno intervenire non solo a difesa delle proprie coltivazioni, ma anche a tutela del territorio e dell’ambiente”.
Le operazioni di contenimento saranno svolte dagli agenti di Polizia provinciale e locale, da guardie venatorie volontarie, da guardie giurate, da operatori di vigilanza idraulica, da agenti del Corpo Forestale dello Stato, da cacciatori e proprietari o conduttori dei fondi agricoli muniti di licenza per l’esercizio venatorio, espressamente autorizzati dalla Provincia territorialmente competente. Nei Parchi e nelle riserve naturali si agirà inoltre in conformità con il regolamento e sotto la diretta sorveglianza dell’ente gestore. Infine, le Amministrazioni provinciali effettueranno adeguati controlli di zooprofilassi e il monitoraggio annuale delle popolazioni di nutria presenti nel territorio.
La soppressione dei roditori dovrà essere “eutanasica”, cioè nel minor tempo possibile dal momento della cattura, con strumenti che non ne comportino il maltrattamento. Il provvedimento regionale fornisce anche indicazioni specifiche per la raccolta e lo smaltimento delle carcasse, che potrà avvenire negli stessi luoghi di cattura, quando il posizionamento delle trappole avviene in luoghi di difficile accesso.

 
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