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Lectio Magistralis al Bo’ di Franklin Sim della Mayo Clinic del Minnesota

07-05-2018

L’Università di Padova ha accolto il Prof. Franklin Sim, insigne chirurgo ortopedico della Mayo Clinic che ha tenuto una Lectio Magistralis nell’archivio antico del Bo. Hanno dato il benvenuto: Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto, Enoch Soranzo, presidente della Provincia di Padova, Pietro Ruggieri, ordinario di Clinica Ortopedica.

“É un grande piacere ricevere il Prof. Franklin – ha detto Rizzuto – grande luminare di medicina e ortopedia. Quando si apre un libro di medicina si trova sicuramente citata l’Università di Padova che ha realizzato importanti scoperte. Qui a Padova, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, è conosciuta come la prima donna laureata al mondo, avendo ottenuto la laurea in filosofia nel 1678”.

Sim Franklin ha parlato della sua esperienza lavorativa quasi cinquantennale nella Mayo Clinic e del suo impegno professionale nel campo dell’oncologia muscoloscheletrica.

“Sento l’orgoglio e l’emozione – ha detto Soranzo - di una grande tradizione, di cui quest’aula è una splendida testimonianza, ma ho anche la consapevolezza del ruolo che le Istituzioni devono svolgere per costruire il futuro. Padova, ancora una volta, continua a dimostrare di essere il cuore pulsante della ricerca medica a livello nazionale e internazionale.L’impegno congiunto della Provincia, dell’Università, della Regione Veneto, del Comune e dell’Azienda Ospedaliera  ha consentito la realizzazione di un Museo di Storia della Medicina e della Salute, che ha sede qui vicino in via San Francesco e che costituisce  un ponte immaginario tra passato, presente e futuro. E’ il momento quindi di espandere con coraggio e fiducia questo impegno, sapendo di poter contare sulla collaborazione di istituzioni straniere che hanno apprezzato la nostra affidabilità e il nostro prestigio scientifico. La prima responsabilità sociale ce l’abbiamo verso i nostri studenti, che si sono rivolti all’Università con fiducia nella costruzione del loro futuro. Per loro dobbiamo essere in grado di trasferire la capacità innovativa, la profondità culturale, la modernità scientifica e la tecnologica del nostro Ateneo. Sono certo che anche da questo meeting usciranno nuove idee, nuove proposte, nuove collaborazioni  che aiuteranno a elevare ulteriormente la qualità e l’eccellenza della nostra sanità per una cura sempre più personalizzata a servizio del paziente”.

 
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