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La Conferenza Stato Città attesta: 40 Province in squilibrio per tagli Legge stabilità

01-07-2016

Secondo i dati forniti dal Governo oggi in Conferenza Stato Città sono 40 su 74 – 2 sono già in dissesto - le Province in squilibrio a causa dei tagli imposti dalla Legge di stabilità 2015. In totale, solo per coprire la spesa inderogabile – stipendi del personale, mutui e contributi allo stato – secondo il Governo mancano all’appello 123 milioni. Ma lo squilibrio è ben maggiore visto che gli Enti di Area Vasta, oltre a pagare stipendi, svolgono funzioni essenziali, prime fra tutti garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade e rendere accessibili, agibili e sicure le oltre 5000 scuole superiori italiane.

Questa la situazione drammatica ed emergenziale che oggi il Governo ha portato in Conferenza Stato Città, depositando le tabelle di riparto per singolo ente dei 650 milioni di tagli imposti alle Province dalla Legge di Stabilità 2015.

“Una situazione – ha sottolineato la delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi al Ministero dell’Interno, composta dai Vice Presidenti Upi Marco Filippeschi di Pisa, e Carlo Riva Vercellotti di Vercelli, e dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone, Presidente di Pavia, e dell’Upi Basilicata Nicola Valluzzi  Presidente di Potenza -  su cui non possiamo che opporre tutta la nostra contrarietà. Perché queste tabelle, che confermano quello che abbiamo sempre detto, e cioè che la manovra fatta nel 2015 sulle Province era sbagliata, aprono una crisi profonda nel Paese. Nei fatti, il Governo attesta l’impossibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini che vivono in Provincia, il 76% della popolazione italiana.

“Il taglio imposto - dichiara il Presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo –  significa che non avremo le disponibilità per assicurare i servizi indispensabili alla normale convivenza civile, e quando si è deciso di snellire la burocrazia nazionale è apparso subito chiaro che le Province sarebbero state il capro espiatorio più semplice da individuare. Per questo continuerò a lottare strenuamente in tutte le sedi, e in tutte le occasioni, affinché possano essere garantiti tutti i servizi ai quali attualmente provvedono le Province, nella convinzione che prima di tutto vengono i territori e i cittadini, e poi, molto dopo, gli interessi politici”.

 
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