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Gli auguri del Presidente Soranzo alle donne

07-03-2018

Preferirei che questa giornata celebrasse non tanto, e non solo, le donne, ma l’idea che l’uguaglianza e le pari opportunità siano principi comuni a tutti gli individui senza distinzione di genere, età, colore, bandiere. Più semplicemente, mi piacerebbe che il diritto alla dignità e al rispetto si elevasse ad un valore talmente sacrosanto e condiviso da non aver bisogno d’incensamenti, festeggiamenti, melense ipocrisie una sola volta l’anno.
Se così fosse, non ci sarebbe bisogno di evidenziare spazi di emarginazione da parte di chicchessia. Men che meno, ci sarebbe bisogno di affidarsi alle “quote rosa” per ottenere ciò che solo il merito, la professionalità e la bravura dovrebbero garantire, anche alle donne. Di questi temi si continua invece oggi a parlarne, nelle più diverse occasioni, segno che la strada verso una rivoluzione culturale che punti alla parità di tutte le persone  è ancora lontana, e in salita. Sono convinto che in questo percorso proprio le donne possano indicare la direzione migliore per costruire un Paese più solidale ed equo. Loro, un mondo più giusto lo costruiscono infatti da sempre, ogni giorno, nel silenzio della quotidianità. Nel lavoro, nella famiglia, nella società la componente femminile agisce assicurando il sostegno, la comprensione, l’ascolto, la tenacia che  completano, non contrastano, le virtù maschili. Insieme, tutte le donne e gli uomini possono fare molto, anche se mai come in questo momento c’è bisogno della presenza femminile, del contributo determinante che questa può assicurare al rilancio del nostro sistema economico, della capacità di affrontare i problemi in modo creativo, del senso pratico nel sapersi occupare contemporaneamente dell’educazione dei figli, delle cure e dell’affetto ai parenti anziani, del lavoro extracasalingo.
Ritengo imprescindibile, in questa giornata, ricordare inoltre il drammatico tema della violenza sulle donne, dove credo ci sia davvero ancora molta strada da fare. Le cronache non mancano di riportare ogni giorno notizie relative a femminicidi, maltrattamenti e abusi, sia mentali che fisici, con protagoniste testimoni incolpevoli. Sono crimini che avvengono soprattutto all’interno della famiglia, troppo spesso alveo di una cultura ancora patriarcale, fondata sul mero possesso della donna e non sull’amore. Non ci sono regole, non ci sono frontiere geografiche, limiti d’età, di classe sociale o di nazionalità. Tutti i Centri antiviolenza ripetono che episodi drammatici possono capitare ad ogni donna. Credo che per scardinare questo retaggio serva un profondo cambiamento di mentalità, fondato inderogabilmente sul rispetto e l’educazione in primis.
Il mio augurio, oggi, non può quindi che essere che stereotipi e proclami lascino spazio, almeno per un giorno, a quei piccoli gesti quotidiani davvero capaci d’insinuare nella famiglia, nei rapporti umani e nel lavoro la cultura del rispetto e delle pari opportunità. E poiché credo fermamente che ognuno di noi possa fare sempre qualcosa di concreto invito ogni uomo, in questa giornata, a guardarsi intorno con attenzione. Sono sicuro che chiunque avrà l’opportunità di scoprire quanto fondamentale sia la presenza delle donne nelle diverse attività quotidiane, e  quanto basti un attimo di ascolto e comprensione, di affetto, per segnare un passo decisivo verso la dignità di chi ci è accanto. Chiunque essa sia.


Enoch Soranzo
Presidente della Nuova Provincia di Padova

 
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