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Giornata del Fiocchetto Lilla a Selvazzano contro i disturbi del comportamento alimentare

18-03-2016

L’idea è nata dalla Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla celebrata il 15 marzo, contro i disturbi del comportamento alimentare. Il Comune di Selvazzano, in collaborazione con l’Associazione “Ali di Vita” ha programmato una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini su un tema che coinvolge un numero di persone sempre maggiore.
Sarà aperto uno sportello dove ci saranno dei gruppi di ascolto e dei gruppi di auto mutuo-aiuto. Già disponibili le date e gli orari di apertura dello sportello al Centro Civico F. Presca: 19 marzo, 2, 9, 23 aprile dalle 15 alle 17, il 23 e 30 marzo, 6 e 13 aprile dalle 19 alle 20,30.
“I disturbi alimentari come l’anoressia, la bulimia, il binge ecc. sono patologie molto dolorose e più frequenti di quanto si possa pensare – dice Enoch Soranzo, Presidente della Provincia di Padova – soprattutto nei giovani. Per questo abbiamo accolto favorevolmente questa proposta che dà la possibilità di sensibilizzare, promuovere e sostenere chi soffre di disturbi del comportamento alimentare e le relative famiglie. Bisogna iniziare a fare più informazione e parlarne è già la prima cura. Per trattare questi disturbi serve un approccio multidisciplinare che affronti l’alimentazione, i problemi della famiglia e quelli psichici. Con questa iniziativa cerchiamo di sostenere anche a livello locale il deficit sanitario che c’è in Italia su queste patologie, perché uscire dalla malattia è possibile, ma è necessario un impegno forte e congiunto”.
Diversi sono i campanelli di allarme che devono far tenere alta la guardia sulla possibilità di sviluppo di un disturbo alimentare. Tra questi la preoccupazione per il cibo e il peso, la dieta, il conto delle calorie, sentimenti di colpa e di vergogna relativamente all’alimentazione, comportamenti bulimici, sentirsi grassi pur avendo un peso normale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano tra gli adolescenti la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.
“Il sintomo evidente che riguarda il cibo e il corpo – ha concluso Giovanna Rossi, assessore alle Politiche Socio – Sanitarie del Comune di Selvazzano – è molto spesso segno di un male molto più profondo da non sottovalutare soprattutto nelle giovani generazioni. Abbiamo accolto favorevolmente la proposta dell’Associazione “Ali di Vita” e lavoreremo assieme per metterci “in rete” con tutte le realtà del territorio come le parrocchie, le cooperative, le scuole, i comitati genitori, le associazioni sportive, di volontariato e culturali perché il primo grande passo che dobbiamo compiere è quello di diffondere la conoscenza sul fenomeno in modo da fare prevenzione, sostenendo le famiglie di chi è affetto da questo tipo di patologie per arrivare ad aiutare chi effettivamente soffre di tali disturbi”.
“I disturbi del Comportamento Alimentare DCA – ha detto Loredana Borgato, presidente dell’Associazione no profit “Ali di vita” - sono malattie mentali che portano la persona ad avere un rapporto distorto con il cibo, peso e immagine corporea. L’età di esordio di questa patologia si è abbassata fino ad arrivare a 10 anni. Il rapporto tra maschi e femmine affetti da questa patologia è di 1 a 9, ma il numero dei maschi è in crescita soprattutto nell’età adolescenziale e pre-adolescenziale”.
L’iniziativa Fiocchetto Lilla parte da un padre che a marzo del 2011 ha visto morire la propria figlia di bulimia all’età di 17 anni e che come Presidente dell’Associazione “Mi nutro di vita” di Genova, ha dato vita a una Giornata Nazionale del “Fiocchetto Lilla”, simbolo della delicata fragilità di questa condizione giovanile.
“Per l’efficacia della cura – ha concluso Gianmaria Gioga, direttore del distretto socio sanitario Azienda ULSS 16  – sono fondamentali la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo affidato a un’equipe di specialisti. Iniziative come questa sono importanti perché offrono ai pazienti e alle famiglie una prima accoglienza, un interlocutore con il quale riconoscersi facilmente nel territorio e la possibilità di ascolto al problema. Successivamente servono per creare un raccordo con il distretto medico e indirizzare i pazienti alla struttura più idonea in grado di affrontare la patologia in modo integrato e globale”.

 
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