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Continua la solita demagogia sulle auto blu

14-03-2016

Nei giorni scorsi, e per l’ennesima volta, è apparsa sulla stampa la notizia che la Provincia di Padova risulterebbe in testa all’elenco ministeriale degli Enti con maggior numero di auto a disposizione.
"Abbiamo inviato al Ministero della Pubblica Amministrazione – inizia il Vicepresidente della Provincia, Fabio Bui - gli elenchi delle autovetture a disposizione del personale provinciale, perché venissero pubblicati on-line come richiesto.
Iniziativa meritoria certamente, se poi da Roma avessero fornito ai cittadini anche gli strumenti per un’interpretazione corretta di quanto reso pubblico.
A questo punto ritengo quindi doveroso, giusto per fare chiarezza, dare un po’ di numeri.
Oggi, il parco veicoli provinciale è composto da un’unica auto di rappresentanza, tra l’altro grigia, di media cilindrata e neppure di proprietà, così come non sono di proprietà un’altra assegnata al Servizio Edilizia, 6 alla Polizia Provinciale e 9 alla Viabilità. In tutto 17 mezzi, ai quali se ne aggiungono altri 8, più un autocarro e un rimorchio, sempre in uso alla Polizia Provinciale, che vengono tuttavia esclusi dal questionario di rilevazione permanente del Ministero perché considerati Servizio essenziale. Negli ultimi anni, il numero delle auto provinciali si è costantemente e progressivamente ridotto, e in particolare da quando è stata nominata l’attuale Amministrazione della Nuova Provincia, sia il Presidente che i Consiglieri utilizzano quasi sempre le auto di loro proprietà, e a loro spese, per intervenire ai diversi impegni istituzionali ai quali sono chiamati.
Ricordo che gli attuali amministratori provinciali non godono di nessuna indennità, ne tanto meno di alcun rimborso spese
Già dal 2012 l’Amministrazione provinciale aveva comunque applicato quanto previsto dal Governo Monti, e le auto di proprietà che avevano i requisiti per la rottamazione erano state immediatamente sostituite da un servizio di noleggio con formula “Full service all inclusive”, con obbligo di ritiro dell’usato. La formula comprende un costo complessivo e agevolato che copre ogni obbligo di legge (assicurazione, tasse, manutenzione, soccorso, pneumatici termici, auto sostitutiva, gestione sinistri e altro). Questa soluzione ha riguardato fin da subito, e in primis, le auto di rappresentanza, passate da tre a una, e quelle assegnate ai cantonieri. La riorganizzazione della gestione delle auto a disposizione degli uffici è stata quindi rivista in toto, con la sperimentazione anche di nuove forme di utilizzo quali il car sharing, per ottimizzare in particolar modo gli spostamenti tra le due sedi provinciali di Piazza Antenore e Piazza Bardella. Per continuare con i numeri, il Settore che utilizza il maggior numero di mezzi è naturalmente quello che si occupa delle manutenzioni stradali, con i suoi 40 tra auto, gru, spargisale, autocarri, cassoni ribaltabili, cestelli, trinciatutto, carrelli, trattori, decespugliatori e  battipalo. Così come la Protezione Civile, che può invece contare su 17 mezzi comprensivi di autocarri, pale caricatrici, rimorchi, carrelli, motori ausiliari, torri faro e motopompe carrellate. Tutto questo per muoversi e servire un territorio di 104 Comuni, pari a 2.141 chilometri quadrati, nei quali vive poco meno di un  milione di abitanti.
I dati sopradescritti credo si commentino da soli, e rappresentino la dimostrazione, senza possibilità di dubbio, che le auto blu della Provincia di Padova sono soltanto un lontano ricordo. Se la matematica non è un’opinione, chi da tempo persegue una politica diffamatoria e qualunquista contro le Province, dovrebbe quindi magari iniziare a considerare qualche dato oggettivo prima d’insinuare dubbi pretestuosi basati sul nulla.”

 
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