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Cambio ai vertici del CSV, l’ente che gestisce e coordina il volontariato padovano

29-06-2016

Sono oltre 5000 le associazioni attive nella provincia di Padova che fanno riferimento al Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova, ente previsto dalla L. 266/91.
Dopo 12 anni di attività del coordinamento le associazioni socie hanno eletto un nuovo Consiglio Direttivo che è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova.    
Il Consiglio Direttivo del CSV Padova per il triennio 2016/2019 risulta così composto: Emanuele Alecci  presidente, Luca Marcon, vicepresidente, Renzo Baracco, tesoriere, Flavio Zelco, consigliere, Andrea Giora, consigliere, Antonio Barchesi, consigliere, Guido Barbieri, consigliere di nomina del Comitato di Gestione.
“Il cambio ai vertici del CSV – ha detto Gianni Berno, consigliere provinciale delegato al Volontariato e all’Associazionismo - è un'occasione di rinnovamento e di riflessione sulle nuove prospettive di sviluppo del volontariato oggi. Ringrazio innanzitutto coloro che hanno prestato il loro servizio fino ad oggi con dedizione e impegno.  Nell'ambito delle nuove linee programmatiche che saranno intraprese, sono certo che proseguirà la positiva e consolidata collaborazione con la Provincia di Padova per far conoscere le realtà associative e fare rete tra loro. Ho la certezza che il nostro territorio abbia le persone, le motivazioni e la volontà di riscoprire valori che gli sono propri, per puntare sulla solidarietà come mezzo per una nuova crescita. Al nuovo consiglio direttivo auguro un proficuo lavoro che sono certo sarà svolto con il massimo impegno e dedizione. L'attività realizzata dal CSV è preziosa e insostituibile, è come rendere visibile ciò che è invisibile, un lavoro silenzioso, costante e impagabile svolto da migliaia di volontari impegnati quotidianamente per far crescere e diffondere la cultura della solidarietà e dell'impegno civile. Un impegno civile e sociale che fa del volontariato un'immensa "azienda del bene" che solo nella provincia di Padova vede oltre 5mila associazioni attive e rivolte al bene comune”.
Nel corso della conferenza stampa sono state presentate anche le linee programmatiche del triennio, il valore economico generato dal volontariato e le sfide future introdotte con la Riforma del Terzo Settore.
“É nostro obiettivo – ha detto il presidente Emanuele Alecci -  riavvicinarci ai volontari padovani per costruire insieme nuove prospettive di sviluppo del volontariato. La recente legge sul terzo settore apre compiti innovativi sia per i centri di servizio del volontariato che per tutto il terzo settore. Di fronte a ciò è nostro impegno abbracciare l'ambizioso obiettivo di contribuire, con sempre più determinazione, alla promozione di una comunità includente e solidale.
Nel fare questo riteniamo indispensabile la collaborazione strategica con le istituzioni pubbliche. Stiamo infatti notando che le associazioni sempre più si allontanano dai registri locali e regionali preferendo iscrizioni minime (registri comunali) e a volte operando senza costituirsi. Una regressione in atto che riporta al volontariato singolo, un volontariato del “qui e adesso”, senza costruzione del cambiamento. Ciò è determinato da due fattori: l’aumento delle incombenze burocratiche e la presenza di altre preoccupazioni, situazioni che spingono a svolgere un volontariato “mordi e fuggi” rispetto al quale vorremmo nei prossimi mesi avviare una riflessione.”
Il Consiglio Direttivo si pone in un’ottica di continuità, pur consapevole che le numerose modifiche in atto, sia a livello associativo, che a livello normativo con la Riforma del Terzo Settore, impongono di impegnarsi fin da subito per trovare nuove risposte.

La nuova compagine ha condiviso le priorità da affrontare nei prossimi mesi:

1) Ritrovare una maggiore vicinanza con le associazioni dell’intero territorio provinciale

Per raggiungere questo obiettivo il Consiglio Direttivo introdurrà un tavolo di lavoro permanente con le principali organizzazioni del territorio, con incontri periodici sia a Padova che in altre zone della provincia, per raccogliere richieste e sviluppare nuove sinergie. Le considerazioni emerse dal primo incontro del tavolo sono le seguenti:
É forte e condivisa la necessità di riavvicinarsi alle Istituzioni, sia a livello nazionale (attraverso incontri con i parlamentari padovani) che locale con Regione, Aziende ospedaliere e amministrazioni comunali che troppo spesso si fermano ad un livello prettamente “burocratico” ed “erogativo” senza sviluppare progettualità a medio-lungo termine
Sono richiesti dai volontari metodi e strumenti di facilitazione per costruire reti tra associazioni, anche di ambiti diversi, in grado di assumere un ruolo di advocacy che era forte negli anni 80 e 90 del secolo scorso portando a risultati importanti
Al CSV di Padova è inoltre richiesto un aiuto da parte delle associazioni per avvicinare nuovi volontari e in particolare giovani al mondo del volontariato perché le classi dirigenti attuali, con un’età media oltre i 60 anni e la presenza in associazione da molti anni, non si sentono pienamente adeguate a far fronte ai cambiamenti in atto, soprattutto legati alla Riforma del Terzo Settore.

2) Far riconoscere alle Istituzioni locali l’impatto dell’operato delle associazioni

Il CSV lavorerà con le Istituzioni per valorizzare l’impatto sociale dell’impegno gratuito del volontariato e per stipulare accordi che facilitino le associazioni soprattutto negli aspetti burocratici.

3) Adeguarsi alla Legge di riforma del Terzo Settore

Entrerà in vigore il prossimo 3 luglio la legge delega sulla “Riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale” (L. n.2016 del 6/6/2016)  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 18 giugno scorso. La riforma prevederà delle novità interessanti, che implicheranno un nuovo assetto anche dei Centri di Servizio. Tra le principali novità:

  • Registro unico delle associazioni (superando le attuali distinzioni tra volontariato, promozione sociale,…)
  • Ampliamento dei Centri di Servizio a tutte le tipologie di associazioni, sia per quanto riguarda i servizi offerti che la compagine sociale, ad esclusione delle organizzaizoni con attività d’impresa (coop. impresa sociiale)
  • Progettazione sociale in rete, con oneri gestionali ed organizzativi in carico ai CSV.
  • Il CSV Padova, che ha lavorato in questi anni in maniera lungimirante, si trova ora pronto ad affrontare i cambiamenti che avverranno e si impegnerà in particolare per fare in modo di garantire servizi universali e di mantenere il concetto forte di dono gratuito che caratterizza il volontariato.
  • Risposta a tutte le forme di volontariato a prescindere dal loro collocamento (ep coop ass fondazione volontariato individuale)


4) Riconoscere e sviluppare il ruolo culturale del volontariato

Il mondo dell’associazionismo, più o meno organizzato, è stato da sempre fucina di idee, progettualità e servizi anticipatori dei bisogni del territorio. Le difficoltà e stanchezze degli ultimi anni hanno portato a perdere di vista il ruolo culturale e di anticipazione che possono svolgere i volontari. Il CSV Padova pertanto lavorerà insieme alle associazioni ad un progetto culturale di ampio respiro, che dia nuova energia alle organizzazioni e le renda partecipi della crescita del proprio territorio.

 
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