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Bacino del Fratta - Gorzone

07-06-2010

Il bacino del Fratta - Gorzone interessa una discreta porzione del territorio provinciale padovano che comprende esclusivamente aree tributarie localizzate nella bassa padovana. Entrano a far parte di questo bacino corsi dýacqua di discrete dimensioni come lo Scolo di Lozzo, il Canale Brancaglia, lo Scolo Sabadina, lo Scolo Frattesina e gli stessi Canali Gorzone e Santa Caterina.
Il bacino che fa capo al sistema Agno - Guà - Fratta - Gorzone è caratterizzato da una estrema complessità idraulica e riceve gli apporti idrici di una ampia zona del Veneto che interessa i territori di una settantina di comuni appartenenti alle Province di Vicenza, Verona, Padova e Venezia. La superficie complessiva delle aree afferenti di circa 1.350 Km2 è costituita da aree tributarie che in massima parte sono rappresentate da ambienti planiziali prevalentemente destinati ad agricoltura intensiva. Entra a far parte del sistema solo una limitata porzione di territorio montano, coincidente col sottobacino dellý Agno, che rappresenta circa il 20% della estensione totale.
La rete idrografica è costituita sommariamente da due aste principali aventi direzione Nord - Sud denominate lýuna Agno - Guà - Frassine - S.Caterina e lýaltra Roggia Grande - Rio Acquetta - Rio Togna - Fratta; le due aste si uniscono allýaltezza del comune di Vescovana formando il Canale Gorzone.
Lýasta del Fratta propriamente detto origina nel vicentino con i rami del rio Acquetta e del rio Togna; dopo un breve percorso entra in provincia di Verona dove prende il nome di fiume Fratta con il quale entra poi in provincia di Padova allýaltezza di Merlara; di qui prosegue dapprima in direzione Sud e successivamente verso Est in direzione di Vescovana dove si unisce con il Frassine dando origine al canale Gorzone e prosegue quindi in direzione Est verso il mar Adriatico dove fa foce comune con il fiume Brenta nel quale confluisce poco a monte di Caverzere in Provincia di Venezia.
Lýasta secondaria del Frassine coincide nel suo tratto iniziale col torrente Agno; allýaltezza di Tezze di Arzignano, nel basso vicentino, il corso dýacqua prende il nome di fiume Guà; proseguendo attraverso il territorio veronese assume il nome di fiume Frassine poco prima di entrare in Provincia di Padova, allýaltezza di Borgo Frassine in comune di Montagnana; di qui prosegue in direzione Est e quindi Sud-Est; dopo aver sottopassato il Fratta vi confluisce, in destra idrografica, allýaltezza di Vescovana con il nome di fiume Santa Caterina.

COMMENTI AI RISULTATI

Lýindagine eseguita evidenzia, con piacere, un sostanziale recupero della qualità ambientale di tutte le acque analizzate in questo bacino.
Dalla visualizzazione grafica riportata si nota come il 80% delle analisi biologiche effettuate dimostrino lievi sintomi di alterazione (II^ classe) mentre soltanto il 20% corrispondano ad una III^ classe di qualità, non rilevandosi per tanto come nel passato situazioni di gravi inquinamenti.
Il fiume Fratta, principale corso dýacqua di questo bacino, risulta il più compromesso (III^ classe), soprattutto nel tratto più prossimo ai confini con la Provincia di Vicenza, dove giungono reflui altamente inquinanti provenienti principalmente dal settore dellýindustria conciaria, causa principale del degrado rilevato. Lungo il suo percorso in Provincia di Padova il fiume non riceve in pratica ulteriori apporti inquinanti e questo consente alle acque un buon recupero sufficiente a riportare il corso idrico entro livelli accettabili di qualità biologica (II^ classe).
Rispetto alle indagini svolte negli anni precedenti la situazione risulta sostanzialmente migliorata sia per lýasta secondaria del Frassine-Santa Caterina che confluisce nel Fratta poco a valle di Vescovana sia per il fiume Gorzone; per entrambi è stata rilevata una II^ classe di qualità biologica corrispondente ad ambiente con lievi sintomi di alterazione.
Per la prima volta è stato analizzato lo Scolo di Lozzo rilevando una situazione di ambiente con discreti segni di alterazione (II^ classe).

 

 
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