Ufficio Stampa > Comunicati stampa anno 2017 > Agriturismo “Casabella”: la Provincia vince al Tar

Agriturismo “Casabella”: la Provincia vince al Tar

31-08-2017

Il Tar del Veneto ha dato ragione alla Provincia di Padova che il 16 febbraio scorso ha revocato l’autorizzazione ad agriturismo nei confronti della società agricola “Casabella” di Piazzola Sul Brenta. Il provvedimento era stato notificato al titolare Loris Libralon perché stava svolgendo attività di tipo non agrituristico. Durante l’accertamento, compiuto il 4 ottobre 2016 dal Servizio provinciale Agricoltura in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato e la Guardia di Finanza, era stato contestato allo stesso Libralon lo svolgimento di attività di geometra all’interno dei locali adibiti ad agriturismo, l’utilizzo dell’appartamento destinato ad alloggio agrituristico come propria residenza e la vendita al minuto di oggetti, accessori e materiali da piscina senza autorizzazione.
“I requisiti per definirsi agriturismo sono chiari e precisi – ha spiegato il presidente della Nuova Provincia di Padova Enoch Soranzo -  prova ne è la sentenza del Tribunale che, anche questa volta, riconosce le ragioni della Provincia e la decisione di aver ritirato l’autorizzazione. Ricordo infatti che lo scorso aprile c’era stata un’analoga sentenza confermando il buon operato degli uffici provinciali nella procedura contro El Fiò di Tavo di Vigodarzere.  La nascita e diffusione degli agriturismi deriva dalla volontà di salvaguardare le risorse ambientali e le usanze locali nell’ottica di incentivare lo sviluppo del turismo sostenibile e rurale. La Provincia ne ha sempre sostenuto, difeso e incentivato la valorizzazione perché strategica per il territorio e quindi ha il dovere di tutelare questo prezioso patrimonio”.
La sentenza emessa dal Tar del Veneto (sezione terza) è stata pubblicata lo scorso 28 luglio e rigetta in toto il ricorso presentato dalla società agricola che aveva impugnato la delibera provinciale. Durante l’accertamento ispettivo era emerso come lo stesso titolare non solo risiedesse nei locali destinati all’ospitalità agrituristica violando quanto stabilito dalle normative, ma svolgeva stabilmente l’attività di geometra nel medesimo indirizzo. Infine, erano in esposizione per la vendita oggetti e merci che non rientrano nell’attività tipica dell’agriturismo.
“I nostri controlli – ha detto il consigliere provinciale delegato all’Agricoltura Vincenzo Gottardo - non hanno l’obiettivo di reprimere le attività in essere, ma di tutelare chi, con grandi sacrifici, le esercita seguendo le leggi. Utilizzare i locali per esercitare una professione per nulla inerente all’agriturismo o vendere oggetti che nulla hanno a che vedere con l’azienda agricola, significa barare. La Provincia ha il dovere di tutelare l’esistenza stessa dei 211 agriturismi presenti nel padovano perché sono strettamente connessi con le ricchezze ambientali e agricole del nostro territorio”.  
Il ricorrente è stato infine condannato al pagamento delle spese di lite liquidate in 2.500 euro.

- Sentenza T.A.R. Veneto n. 759 del 2017

 
Bookmark and Share


 

Sottomenù della sezione


 

 
YouTube Facebook Feed Rss Valid XHTML 1.0 Strict