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A Selvazzano presentati gli over 30 che ce l'hanno fatta dopo la crisi grazie a Work Experience

18-07-2016

C’è chi prima faceva l’elettricista, chi l’agente di commercio, il promoter, l’operaio generico, l’informatico, l’impiegato, il dipendente di una multinazionale. Poi è arrivata la crisi che non ha risparmiato il Nordest e qualcosa si è inceppato. E c’è anche chi, dopo la laurea con lode, non ha trovato lavoro maturando un disagio interiore. Ora, per dieci persone over 30, qualcosa è cambiato grazie al progetto Work Experience, un intervento formativo di Coldiretti Veneto finanziato dalla Regione Veneto attraverso il Fondo sociale europeo. Se ne è parlato a Villa Cesarotti di Selvazzano Dentro dove i protagonisti di questa esperienza hanno portato la loro testimonianza e illustrato i progetti per il futuro. L’obiettivo, infatti, è quello di inserirli in aziende agricole di eccellenza che praticano la multifunzionalità, un innovativo approccio del fare impresa con un occhio non solo alla produzione, ma anche alle economie create dal turismo rurale e da iniziative sociali. L’idea è di Coldiretti Veneto, in collaborazione con l’Associazione Rete Lavoro Solidale e il patrocinio della Provincia di Padova.
Per queste figure disoccupate tra i 30 e i 50 anni d’età (lo sportello dell’Associazione Retelavoro Solidale RLS ne ha registrate circa 400), il settore primario sarà l’ambito privilegiato per una rinascita lavorativa grazie alle sue potenzialità di sviluppo. Le possibilità di riscatto arrivano da una rete di società agricole localizzate tra Padova e Vicenza: dalla cooperativa Mais Marano a quella Sociale Piccola Città, dall’allevamento Asinomania al servizio navigazione fluviale Delta Tour, dalla struttura cooperativi stia Terra di Mezzo alla Nuova Agricola Girasole, dalla prima fattoria solidale regionale Pachamama all’agriturismo Palazzetto Ardi. Collabora inoltre al lancio di una start-up la realtà di “Agrimea” che avvierà, con uno degli otto allievi, la gestione di un’attività innovativa sui Colli Euganei di allevamento di asine per la produzione di latte da destinare ai reparti di Pediatria degli ospedali.
Un incoraggiamento ai pionieri dell’iniziativa arriva dalla Provincia di Padova che ha patrocinato l’attività. Infine, la Città di Selvazzano si è guadagnata la coccarda di “comune solidale” in una logica di welfare generativo.


 
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